lunedì 15 agosto 2011

Beatrice Riva e Clara Tosi in quel di Cosenza

 

CHIUSA UNA STAGIONE D'ORO PER LE GIOVANILI DELL'EVEREST.

 

Si sono svolte a Cosenza le Finali Nazionali Femminili Under 15 (1996-1999) di pallanuoto, ed a contendersi lo scudetto di categoria, vinto dai padroni di casa del Cosenza, c'erano le 8 squadre provenienti da tutta Italia che avevano vinto i rispettivi gironi regionali e poi le Semifinali Nazionali.

Tra queste magnifiche otto c'era anche il Bogliasco nelle cui file militano due giovanissime piacentine provenienti dal vivaio della Piacenza Pallanuoto, Clara Tosi (1998) e Beatrice Riva (1997).
Le squadre erano divise in 2 gironi: il girone A dove c'erano appunto il Bogliasco, Acqua chiara Napoli, Florentia e Sis Roma, ed il girone B che vedeva Cosenza, Osio, Rapallo e Posillipo.
Nelle file del Bogliasco giocano 2 giovani piacentine che hanno ben figurato,  disputando nel complesso un'ottima prova, andando spesso anche in rete e giungendo quarte con la loro squadra, avendo perso in semifinale di misura dal Rapallo ( 5-4 ) ed nella finalina (7 – 4 ) contro la Sis Roma.

Per la Piacenza Pallanuoto è la prima volta nella sua storia che 2 atleti delle giovanili giungono ad un traguardo così prestigioso, anch'esso frutto dell'ottimo lavoro svolto sul settore giovanile dalla Società piacentina.

venerdì 15 luglio 2011

Le due Under 15 del Bogliasco e del Piacenza

 

Chiusa con successo la settimana azzurra dell'Under 15 maschile.

 
 

E' terminata da qualche giorno la settimana azzurra trascorsa dall'Under 15 dell'Everest Piacenza Pallanuoto, che ha avuto come punto centrale di riferimento la Rari Nantes Bogliasco. Come già in altre occasioni tutto è andato per il meglio ed i due allenamenti quotidiani condotti da Di Gianni hanno messo in condizione i giovani piacentini di toccare con mano una delle migliori scuole ( se non la migliore ) dell'importante panorama pallanuotistico italiano.

Un ringraziamento è dovuto alla società Ligure, al suo presidente Claudio Gavazzi ed all'allenatore  Marco Sbolgi che si è detto ampiamente soddisfatto " E' stato un piacere lavorare con questo gruppo di ragazzi perché si vede che hanno delle buone qualità e sono convinto che con il duro lavoro possano arrivare nei prossimi anni a giocarsi qualcosa d'importante ed ancora più avanti diventare giocatori decisivi anche per la nostra realtà ".

L'Everest Piacenza suggella così e conclude una stagione ancora una volta particolarmente ricca di soddisfazioni arrivate principalmente dal settore giovanile, in attesa dell'ultimo atto che vedrà le due piacentine Tosi e Riva giocarsi , nell' Under 15 femminile, il titolo italiano giocando proprio nelle file della Rari Nante Bogliasco.

martedì 5 luglio 2011

Beatrice Riva e Clara Tosi tra l'allenatrice Marsili ed il presidente dell'Everest A. Cighetti.

 

Due pallanuotiste piacentine alle Finali Nazionali Under 15.

 

A stagione ormai conclusa non mancano le buone notizie in casa Everest; ancora una volta è il settore giovanile che vede premiare la società piacentina grazie alle due giovanissime atlete Under 15 Beatrice Riva e Clara Tosi che quest'anno hanno militato nelle file di quella che forse è la miglior società nazionale a livello giovanile e cioè la Rari Nantes Bogliasco.

Così dopo aver sfondato negli ultimi anni il muro prima dei Quarti Nazionali, e poi delle Semifinali Nazionali son l'Under 17 e l'Under 20 maschile, ora per la prima volta due pallanuotisti piacentini approdano, seppur in un'altra società, alle Finali Nazionali.

Il Bogliasco infatti ha vinto con facilità nelle Semifinali Under 15 contro Trieste (14-6) , Ancona (8-3) e il forte Osio (8-2), ed ora insieme a Rapallo, Roma, Posillipo, Acqua Chiara, Osio, Florentia e Cosenza è approdato alle Finali Nazionali che si terranno dal 9 al 12 agosto in quel di Cosenza.

Un risultato eccellente che vede ancora una volta premiato il prezioso e meticoloso lavoro fatto dalla società piacentina, alla quale, non più tardi di qualche mese fa è proprio toccato il premio " Leonardo Garilli " quale miglior realtà giovanile della provincia di Piacenza.

 

 

Gian Biagio Cighetti  

giovedì 23 giugno 2011

Cagnani: dobbiamo ripartire da zero.

La stagione dell'Everest Piacenza si è conclusa con alti e bassi. Se la prima squadra ha decisamente deluso le aspettative per un quarto posto che è ben lontano dagli obiettivi, le squadre giovanili hanno invece fatto centro ancora una volta. Su tutte, oltre al ritorno dell'Under 15 nella massima serie regionale, va rimarcato il grandissimo successo dell'Under 20 che alle Semifinali Nazionali si è classificata al terzo posto, inserendosi così, almeno in linea teorica, tra le prime 12 squadre italiane: un risultato eccellente. Positivo anche il fatto che, tra le 28 società iscritte ai campionati regionali lombardi, solo 4 di queste hanno le tre giovanili nella massima serie regionale ed il Piacenza è una di queste.

Le delusioni arrivano soprattutto, come detto, dalla prima squadra maschile. Quel che lascia più perplessi è che dai più era ritenuta, ai nastri di partenza, una squadra ammazza campionato, che avrebbe dovuto sbarazzarsi senza troppi indugi di tutte le concorrenti.

Di fatto poi, e di questo ne abbiamo parlato con l'allenatore Cagnani, questo non è accaduto.

E' assai probabile che prima di tutto ci siano stati problemi di ordine non tecnico e che sulla squadra sia pesato l'addio di Mezzano. E' corretto e se si quali sono stati i problemi mentali che hanno attanagliato la squadra ?

Abbiamo dimostrato soprattutto che non abbiamo ancora acquisito una mentalità da atleti.

Alcuni ragazzi, una volta partito Mezzano, volevano smettere: capisco il loro sconforto e il loro attaccamento a chi li ha cresciuti, ma mi domando, ma che razza di atteggiamento è ? Sicuramente è il modo di comportarsi da atleti immaturi e che non vogliono crescere.

Posso solo rammaricarmi di non aver saputo trasmettere il giusto atteggiamento e soprattutto di non  aver saputo infondere la passione per la pallanuoto e per il lavoro. Solo attraverso un lavoro duro e costante si arriva a un risultato, questa è la regola numero uno, non puoi ignorarla.

Ma questo è un discorso molto più ampio che coinvolge atleti, famiglie e sicuramente in primo piano anche la situazione sociale che viviamo in questi anni; i nostri ragazzi hanno tutto e poca voglia di sacrificarsi in uno sport così duro come questo. La pallanuoto viene sempre dopo tante altre cose. Mi piacerebbe solo che ci fosse più onestà e chiarezza. Se mi prendo un impegno, caspita, lo porto fino alla fine con la massima dedizione. Purtroppo così non è stato.

Da punto di vista squisitamente tecnico – tattico che cosa non ha funzionato ?

Tecnicamente la squadra non si discute; non so quante squadre in serie C siano a questo livello.  Tatticamente parlando la serie C è molto semplice; basta applicare semplici schemi per raggiungere una buona qualità di gioco. E' chiaro che quando sette elementi vanno in acqua, e anche solo uno o due di questi non applica quanto preparato in allenamento, allora tutto diventa complicato. Gli equilibri sono indispensabili. Questo è un gioco di squadra. Preferirei allenare un gruppo meno tecnico, ma con più "operai" disposti a sacrificare la propria gloria personale, per mettersi al servizio della squadra. E' sempre la squadra che vince; il Fanfulla lo ha dimostrato, non esistono squadre ammazza campionato, esiste solo il concetto di gruppo che con sacrificio lavora duramente.

Se in questo momento tu fossi ad inizio campionato che cosa non rifaresti e cosa invece cambieresti ?

Sicuramente cambierei atteggiamento con i giocatori; chi non si sentiva parte del progetto, doveva essere messo fuori. A rischio di rimanere con mezza squadra. La società non voleva rischiare di perdere nessuno, è per questo che ero stato scelto. Ma purtroppo lo sport ha delle regole ben precise. O dentro a faticare con convinzione, o fuori , non esiste chi sta nel mezzo. Mi dispiace non aver avuto la forza per prendere queste decisioni. La società certo non mi ha supportato.

Il finale di stagione non ha lasciato grande entusiasmo nell'ambiente, con qualche voce, forse anche di troppo, su tanti giocatori. Tu farai ancora l'allenatore ?

Dipende dal progetto che avrò davanti e dalle persone con cui dovrò collaborare. Sinceramente sono stanco di tirare a campare. Vorrei lavorare con spazi, attrezzature e soprattutto con persone che condividano tutto con me, senza falsi atteggiamenti. Io ho un lavoro che mi impegna per 10 ore al giorno; se ci saranno le condizioni per lavorare bene, mi impegnerò volentieri. In caso contrario potrei abbandonare il mondo della pallanuoto; del resto sono 30 anni che sono in questo ambiente e sono stanco di vedere sempre gli stessi problemi e  le stesse idee.

Penso che in questa società sia opportuno azzerare il passato e ricominciare con tanto entusiasmo e regole ferree. La crescita del nostro sport passa da qui.

 

 

Gian Biagio Cighetti  

 

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